Questo sarà un viaggio tranquillo, o almeno spero.
ho passato dieci ore in macchina, dieci ore cullato dall'aria condizionata, senza trovare traffico.
Adoro la città, adoro questo stato, adoro loro cultura. Il Texas. Un
posto magnifico, dove poter girare con l'Hummer senza aver paura di
bloccarsi dentro vicoli stretti, dove la gente é cordiale ed amabile....
-No!
Tuonò Richard, guardando Jack, il suo Bagle, mentre stracciava la carta.
- La loro cultura? Sono una massa di Cowboy razzisti, scortesi e vanno in giro armati!
Era stressato. Doveva scrivere l'ultimo articolo della sua carriera su
quella rivista, "scoop night" per poter passar finalmente al giornale
nazionale, ma non aveva proprio idee. Quindi, tequila in una mano, e
telefono nell'altra, iniziò a comporre un numero. Nel mentre, si guardò
allo specchio. Quarant'anni portati malissimo, rughe scavate, occhi
marroni anonimi e capelli neri, pochi e corti, tutto accompagnato da 195
centimetri di altezza per cento chili, la maggior parte causati dalle
bevute notturne.
- Pronto? Jerry? Sono Richard. Ascolta non voglio scrivere bene del
Texas, che mi rappresenta? É un posto di merda, persino il cado che fa
qui puzza di merda.
una voce rauca rispose in modo pacato.
-Richard, dobbiamo farlo. Anzi devi. Questa sera sulla 42esima di El
Pas, ci sarà un combattimento quasi clandestino. Farai un reportage.
ed il telefono divenne muto, senza dare il tempo di chiedere il significato di quasi.
Marcello Mariano
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